Venezia 69: L’Africa fuoricampo

volti (star a venezia)

Note a margine del programma della Mostra.

Se uno dei segnali qualificanti della direzione Muller era stato il ritorno a Venezia del cinema africano e dei suoi autori diasporici, non c’è che dire, basta una scorsa al programma ufficiale della prima edizione di Alberto Barbera per capire che il vento è cambiato e spira in tutt’altra direzione. Vale la pena ricordare che in otto anni di gestione Muller alla Mostra sono transitati autori e talenti del calibro di Chahine, Gerima, Lee, Akomfrah, Kechiche, Julien, Nasrallah, Maher, McQueen, Ferroukhi, Singleton, Fuqua, Teguia, Bensaidi, Amari, Khouri e Hasnaoui. Diversi di essi sono stati schierati in concorso e non a far colore nelle sezioni collaterali, alcuni hanno ricevuto una consacrazione attesa (Haroun, Kechiche) o una riscoperta tardiva (Gerima). Quest’anno, la Panafrica sarà sostanzialmente ostaggio dello sguardo dell’altro o omaggiata con eventi fuori programma. Per di più, con nessun nero o africano nelle giurie internazionali, nessuno si accorgerà della quasi assenza di registi panafricani nelle competizioni.

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