La legge sulla parità delle donne è sufficiente?

volti

Tra contraddizioni e evoluzioni, il Senegal continua la marcia verso la sua modernità. Due delle neoelette al Parlamento senegalese ci parlano della questione di genere in Senegal.

Haoua Dia Thiam di Askane Bi (“la voce dell’autononima del popolo” in wolof) e Ndéye Lucie Cissé del PIT (un partito comunista) sono in Parlamento grazie alla nuova legge, promessa e poi sostenuta dal presidente Wade, grazie alla quale una quota dei posti in parlamento è assicurata alle donne. “Sicuramente è un passo in avanti”, asserisce Thiam, “ma questa legge non potrà bastare. Ci sono molti problemi sociali in Senegal. Noi viviamo in una società patriarcale, dove c’è una enorme presenza di uomini nei posti del potere.  Per esempio io sono contro la poligamia. Io non ho abbandonato la mia lotta ma devo stare attenta a non urtare la suscettibilità del popolo. Quando io esprimo pubblicamente il mio punto di vista sulla poligamia, molte donne vengono oltraggiate. Quindi io devo capire bene cosa è più importante per le donne.”

Cissé sotiene che quello di genere  un problema grave almeno quanto quello della lingua. In Senegal si parlano almeno sei lingue, a parte il francese: wolof, peul, serer, mandinka, diola e soninke. In parlamento da un anno è stato istituito una forma di traduzione simultanea per superare questa barriera linguistica. “E quello della lingua non è un problema che colpisce solo le donne, ma cneh gli uomini. SE tu lavori su doumenti in un linguaggio che npon capoisci, come puoi fare un intervento politico degnod i questo nome? Per secoli queste questioni di competenza hanno riguardato solo le donne. Ora per entrambi i sessi è il momento di imprarare. In questo momento le donne che sono in Parlamento sono avvivlite perché pensano che sono qui solo per la legge sulla parità”.

Info: The Guardian