La scuola nelle periferie di Dakar

Scuola (volti)

I ragazzi di Dakar stanno abbandonando le scuole per una nuova attività, appena più redditizia, e sicuramente più pericolosa. Raccogliere ferro e rame per le strade, spesso rubato nei cantieri ancora in attività, e poi rivenderlo. Il risultato e qualche cfa in più, e molti incidenti. La situazione delle periferie di Dakar è dura e piena di contraddizioni: “Mio figlio figlio è un bravo ragazzo che contribuisce, come suo padre, a racimolare quanto serve per vivere. Il lavoro che fa contribuisce a riempire i piatti in casa. Sono fiero di lui. Che non vada a scuola per questo, non gliene faccio un torto”. Così dichiara Ngagne, di professione autista, 34 anni. Vive a Diacksao, un quartiere povero della periferia dakaregna. Un altro aggiunge: “”Nella mia famiglia – dice – tutti i miei fratelli maggiori hanno fatto una lunga carriera scolastica. Ma a cos’è servito? Sono tutti disoccupati e i soldi che porta il piccolo aiutano a nutrire loro e le loro teste piene di cultura, grazie alla scuola”.

Il problema è la scuola costa e non tutti possono permettersela.

Bienvenue Mitterrand, un operaio del rame disoccupato di 24 anni, dice che i padri delle famiglie modeste non possono sostenere a lungo gli studi, molto costosi, se non sono certi di un ritorno dell’investimento. La scuola – continua – è un fardello di lusso che i genitori non si possono permettere. Soprattutto quando le vaghe promesse di un futuro migliore si scontrano con la realtà della disoccupazione dei fratelli maggiori. Secondo lui, sono i genitori che devono incoraggiare i figli a scegliere un mestiere che porti qualcosa in pentola. Tuttavia, dice l’operaio, sostiene che un livello d’istruzione accettabile è fondamentale: “Bisogna almeno saper leggere e scrivere.”

Di fronte all’ingresso della sua scuola, un maestro Amadou Sané esprime tutta la sua rabbia nel vedere gli studenti abbandonare i banchi i primi giorni del nuovo anno scolastico per diventare dei raccoglitori di ferro. “È schiavismo – dice – . La peggior forma di lavoro che un senegalese possa conoscere oggi”.

Info: Niente scuola nelle banlieue