Il pubblico impiego finalmente aperto agli stranieri

Grazie a una legge europea anche gli stranieri possono partecipare adesso ai concorsi pubblici, si tratta di un passo importante per avere in Italia un’amministrazione pubblica più multietnica.

A partire dal 4 settembre 2013, con l’entrata in vigore della nuova Legge Europea, anche gli stranieri (purché itolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, dello status di rifugiato o di quello di protezione sussidiaria) potranno partecipare ai concorsi pubblici. Non potranno però accedere ai posti di lavoro che implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri o che attengono alla tutela dell’interesse nazionale. Non potranno, cioè, fare i militari, i poliziotti, i magistrati, ma potranno fare gli insegnanti, gli impiegati comunali, i medici e gli infermieri. Questa novità permetterà all’Italia di avere una pubblica amministrazione più multietnica e contribuirà a superare lo stereotipo dell’immigrato destinato a occupare in eterno i gradini più bassi della scala sociale.

Il risultato è stato raggiunto solo a seguito di numerose sentenze di condanna di Tribunali italiani e proprio mentre l’Unione europea stava per aprire una procedura di infrazione contro l’Italia. La questione non può però dirsi ancora chiusa, rimane infatti inattuata la Convenzione OIL n. 143/1975 che a tutti gli stranieri regolarmente soggiornanti per motivi di lavoro (e non solo ai lungo soggiornanti e ai rifugiati) di avere accesso al pubblico impiego.