Incentivare gli ingressi per favorire il ritorno: questa la ricetta in uno studio dell’Ined

È stato pubblicato in Francia dall’Ined (Institut national des études démographiques) uno studio dedicato ai ritorni in patria dei migranti africani. Secondo gli autori della ricerca le politiche restrittive adottate in Europa in tema di migrazioni finiscono per ostacolare il rientro dei lavoratori nei paesi di origine e dunque finiscono per incentivare la permanenza in Europa, causando effetti esattamente opposti a quelli dichiarati.

Laddove l’avvio della migrazione è stato più difficile e più costoso in termini di risorse economiche ed umane, è minore la propensione al rientro. Tra i senegalesi intervistati solo il 15% ha dichiarato di aver fatto ritorno in Senegal a causa di problemi incontrati in Europa, ivi comprese le difficoltà legate alla posizione amministrativa o alla presenza di ordini di espulsione. Circa due terzi hanno invece fatto ritorno in Senegal per esigenze personali, di ordine familiare (35%), professionale (15%) o per la fine del percorso di studi (15%). Il ruolo maggiore nella decisione di ritorno è giocato dalle prospettive di reinserimento nel paese di origine, dunque le politiche restrittive giocano un ruolo assai limitato nell’indurre i migranti a tornare.

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