E’ arrivato il tempo di leggere in wolof

Segnaliamo, augurandole un grande successo, l’iniziativa dell’editore canadese Zulma che ha annunciato nel marzo scorso l’avvio di una collana di romanzi e racconti in lingua wolof. Ci si avvicina dunque alla realizzazione del progetto visionario di Cheikh Anta Diop, il grande egittologo che dà il nome all’Università di Dakar, che auspicava l’uso delle lingue nazionali africane nella letteratura, nelle scienze, nell’amministrazione. Non a caso la collana porta il nome di Céytu, il villaggio che diede i natali all’autore di Nations nègres et culture. L’avvio del progetto si deve alla tenacia di Boubacar Boris Diop, scrittore senegalese a sua volta autore di romanzi in wolof (come ad esempio Doomi Golo). I primi titoli in catalogo sono Bataaxal bu gudde nii (traduzione in wolof di Une si longue lettre di Mariama Bâ) Baay sama, doomu Afrig (traduzione del racconto L’Africain del francese, premio Nobel per la letteratura, Le Clézio) e Nawetu deret (dal testo teatrale Une saison au Congo che  Aimé Césaire ha dedicato alla parabola politica di Lumumba).

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