Report del progetto JOKKO

È stato pubblicato il report delle giornate di incontri del 22-24 novembre in Toscana nell’ambito del progetto JOKKO, a cui anche Progetto Diritti e  Roma-Dakar hanno partecipato con Luca Santini. Pubblichiamo qui di seguito l’introduzione curata dalla prof.ssa Monica Meini dell’Università del Molise. Clicca qui per consultare il materiale completo.

Introduzione della prof.ssa Monica Meini 

Il crescente flusso di movimenti migratori dalle economie meno sviluppate a quelle più avanzate dovrebbe condurre ad azioni coerenti e sinergiche tra le politiche migratorie e le politiche di sviluppo al fine di fare emergere e consolidare gli effetti positivi che le migrazioni possono generare. Il fenomeno migratorio, visto nella sua dimensione strutturale e di lunga durata, può infatti trasformarsi in un’opportunità di crescita economica e di sviluppo sociale, se gestito efficacemente: sia per l’Italia, affetta da un preoccupante declino demografico, sia per i paesi di origine dei nostri immigrati.

In un quadro organico di interventi, volto a diminuire nel lungo periodo l’emigrazione clandestina e forzata e a favorire una migrazione sostenibile e consapevole, quale quella auspicata nelle linee strategiche del Migration Compact, sono da considerare un’ampia gamma di variabili – organizzazione del lavoro, formazione delle competenze, dinamiche familiari, costruzione del capitale sociale – che rendono determinante il coinvolgimento delle comunità di migranti e delle associazioni che li rappresentano.

L’impegno delle comunità diasporiche è in effetti in costante aumento, in parallelo con la comprensione del potenziale di sviluppo derivante dalla loro crescita nel mondo. Per poter indirizzare in modo efficace i futuri interventi sono tuttavia necessari investimenti significativi nella costruzione di reti territoriali e transnazionali e nell’affiancamento di organi in grado di effettuare un costante monitoraggio e una affidabile valutazione d’impatto.

Il progetto “JOKKO. Migranti, reti territoriali, cosviluppo. Un ponte con il Senegal” si inscrive in un percorso di solidarietà e cooperazione che la città di Pontedera, i Comuni del Valdarno Inferiore e le associazioni senegalesi del territorio hanno già intrapreso negli anni. A partire da queste esperienze, con l’obiettivo di rafforzare la rete di relazioni fra le associazioni del territorio e le associazioni della Regione di Thiès, le istituzioni locali e il mondo della cultura, la scuola, l’Università e le associazioni della società civile, il progetto si propone di:

  • rafforzare una rete territoriale di collaborazione e scambi tra associazioni, istituzioni, scuole e Università attraverso la formalizzazione di un coordinamento istituzionalizzato fra tali soggetti;
  • valorizzare l’importanza della cultura come dimensione trasversale nei programmi d’aiuto e base delle strategie di sviluppo;
  • promuovere l’accrescimento della formazione tecnologico-informatica.

La rete dei partner toscani coinvolti nel presente progetto è a questo proposito estremamente importante e pur insistendo su un’area territoriale piccola (Pontedera e Valdarno inferiore pisano), rappresenta una delle zone più significative per la presenza e il radicamento dei senegalesi. Nei cinque comuni di Pontedera, Santa Croce sull’Arno, Montopoli in Valdarno, San Miniato, Castelfranco di Sotto risiedono oltre tremila senegalesi, pari ad oltre il 25% dei residenti nell’intera Toscana. Nei soli comuni di Pontedera, capofila del distretto meccanico con la Piaggio e il relativo indotto, e di Santa Croce sull’Arno, capofila del distretto industriale del cuoio e della pelle, il numero dei residenti supera le mille unità. In questi comuni la presenza di associazioni di migranti – in particolare senegalesi – è molto antica e radicata, con un elevatissimo numero di soci, rappresentando un fecondo laboratorio di integrazione e partecipazione e la base per un radicamento positivo di progetti di cosviluppo che coinvolgano attivamente la popolazione e le associazioni come attori protagonisti.

Il partenariato è così configurato:

Soggetto capofila: Associazione “Senegal Solidarietà” di Pontedera

Soggetti partner:

– Comune di Pontedera, Comune di Santa Croce sull’Arno, Comune di Montopoli in Valdarno, Comune di San Miniato, Comune di Castelfranco di Sotto

– Associazioni della Toscana: Associazione Arturo, Associazione Informatici senza Frontiere, Misericordia di Pontedera, Tavola della Pace e della Cooperazione – Comuni del Senegal: Medina Gounass, Comune di Thiès Est

– Associazioni del Senegal: ADMG – Association pour le développement de Medina Gounass, U.A.S. – Une Action pour le Sénegal de Meckhè

Adesione al progetto:

  • Università degli Studi del Molise
  • Istituto Tecnico Statale G. Marconi di Pontedera
  • Istituto Tecnico C. Cattaneo di San Miniato
  • Progetto Diritti Onlus
  • Associazione Sunugal
  • Consolato Repubblica del Senegal di Livorno
  • Associazione Fratelli dell’Uomo
  • Associazione Roma-Dakar
  • Associazione CASTO – Coordinamento Associazioni senegalesi della Toscana
  • Servizio di pace LVIA
  • AERTCALS (Senegal)

In particolare le Giornate di incontri, realizzate alla presenza in Toscana di una qualificata delegazione dal Senegal, hanno risposto ai seguenti obiettivi generali del progetto:

  1. valorizzare il ruolo delle associazioni di migranti come attori protagonisti della costruzione di reti di collaborazione fra i due Paesi e promotori di percorsi di cosviluppo;
  2. valorizzare l’importanza della cultura e dell’istruzione come dimensione trasversale nei programmi d’aiuto e base delle strategie di cosviluppo.

Concentrate in un tempo ristretto, con lavoro intenso e approccio full-immersion, le Giornate hanno consentito di:

  1. realizzare Conferenze tematiche con personalità del mondo della cultura, della scuola, dell’Università, degli enti locali, delle associazioni della società civile provenienti dal Senegal;
  2. valutare l’effettiva disponibilità alla costruzione di una rete territoriale sui temi del cosviluppo.

Le Giornate sono state dunque un momento di incontro vivace e una occasione di confronto da cui partire per realizzare azioni e strategie future. Per una maggiore efficacia del progetto, pare necessario prevedere nell’immediato le seguenti azioni, volte a dare prospettive concrete a questa importante occasione di dialogo:

  1. rafforzare la collaborazione fra le tre maggiori associazioni senegalesi del territorio (Senegal Solidarietà, Co.s.san, Teranga) attraverso l’istituzione di un loro coordinamento;
  2. costituire una rete territoriale permanente, tra la diaspora senegalese e altri soggetti del territorio, per una individuazione condivisa e una programmazione coordinata degli interventi di cosviluppo e per rafforzare la cooperazione multistakeholder anche a supporto dei migranti di ritorno;
  3. assegnare specifici compiti e relative responsabilità, incluso quelle di monitoraggio e valutazione;
  4. migliorare la sostenibilità delle attività di comunicazione, con produzione e attuazione di una campagna di comunicazione ad hoc sugli obiettivi e sulle azioni in corso di attuazione.

Il ruolo dell’Università del Molise si inscrive in un rapporto continuativo del MoRGaNA Lab con questo territorio, per studi e ricerche sui processi di territorializzazione degli immigrati stranieri che hanno visto coinvolti i ricercatori Unimol nella pubblicazione di una serie di report di ricerca, volumi e articoli scientifici, oltre che attività convegnistica e formativa. In particolare, il Dipartimento di Bioscienze e Territorio dell’Università del Molise sostiene le iniziative del Progetto JOKKO in quanto rientrano nelle più ampie finalità di ricerca del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale “L’Italia degli altri. Geografie e governance dell’immigrazione tra radicamento territoriale e reti transnazionali”, che prevede un focus sulla diaspora senegalese in Italia. A questo scopo, le Giornate sono state attentamente monitorate, divenendo occasione di osservazione partecipata.

Il report delle attività svolte è stato curato, in collaborazione con il Comune di Pontedera, dalla dott.ssa Diana Ciliberti, la quale svolge per Unimol attività di segreteria tecnico-scientifica del progetto.